Giuseppe Tesauro: la riduzione dei parlamentari da sola non basta

Come ampiamente previsto il responso  del Referendum costituzionale è stato a favore del si. Il parlamento Italiano dovrebbe essere ridotto, e di conseguenza  dovrebbero esserci meno senatori e deputati nelle rispettive camere.

In un tempo così difficile quando viene consigliato a tutti un sano distanziamento per evitare la diffusione del coronavirus, questo di per se sarebbe anche un beneficio. specie per l’angusta aula di Palazzo Madama..

Per molti costituzionalisti ed anche politici dal punto di vista democratico la vittoria del SI  non è stata una scelta opportuna.

” Credo che la sola riduzione dei parlamentari non basti  a migliorare l’efficacia dei processi legislativi”. Ha commentato il nostro socio onorario Giuseppe Tesauro, Cavaliere di gran croce al merito della Repubblica,  già presidente della Corte Costituzionale. 

“Se bastassero le sforbiciate, anche senza arrivare all’uomo solo al comando,  una riduzione più vistosa aiuterebbe l’efficacia dei lavori parlamentari. Ma dovrebbe – questo è sicuro – inserirsi in un percorso  più efficiente della macchina parlamentare attuale, ferma  all’inutile perfetto bicameralismo. Sono queste le reali criticità,  non certo il numero dei membri. Invece fa molta presa ciò che agisce sulla sensibilità della gente Il risparmio economico che  di fatto è irrisorio.
In quanto  alla rappresentatività Il numero assoluto non ha un significato rilevante. . Ma quello che è importante, in un sistema democratico, è il rapporto tra eletto e numero di abitanti. E la legge elettorale può aiutare molto, ma si tratta pur sempre di una legge ordinaria, specchio della volontà di una maggioranza contingente.”

Va ricordato che L’Assemblea Costituente fissò in Costituzione un tetto massimo di un deputato per 80.000 abitanti e un senatore per 200.000. Una legge costituzionale del 1963 stabilì i numeri fissi attuali, in concreto di poco lontani:   con la vittoria di Sí ci sarà  un deputato ogni 150.000 e un senatore, ogni 300.000 abitanti.

La Conseguenza – continua Tesauro – l’Italia sarà all’ultimo posto dei Paesi europei, posizione che non ci è nuova. Anche perché la rappresentanza, non ha valenza solo politica (per piccole ma interessanti formazioni), ma anche territoriale (vedi le zone meno popolate). Tutto questo vale se si vuol mantenere la rappresentatività come perno fondamentale: perché qualche dietrologo comincia a sospettare che la si voglia cancellare, e qualche nostalgico sommessamente lo auspica”.

In merito alle presenza in parlamento ed al lavoro dei suoi componenti per Tesauro il problema si inquadra nell’ambito dell’assenteismo.  “Un male  diffuso, che si potrebbe risolvere riducendo  la base stipendiale ed aumentare le indennità di presenza, il che diventerebbe un incentivo a frequentare Montecitorio più dei litorali. Si avrebbe   un risparmio maggiore e non porterebbe alle critiche  del cittadino  e persino dei parlamentari europei”.

“La politica a volte comporta scelte difficili. L’idea di barattare la stabilità del governo con la consistenza democratica del sistema non è certo un’idea molto nobile e, contraddice in pieno la logica che in Assemblea Costituente portò ad una costruzione del sistema democratico, con pesi e contrappesi, tale da non consentire cambi di rotta voluti solo da una maggioranza in essere. La Costituzione rigida da rivedere dunque ma solo con una speciale sedimentazione, è stata una delle conquiste maggiori che ha illuminato l’alba della Repubblica”.

Ora che è passato il  referendum, occorre   una modernizzazione complessiva, che va oltre al  cosiddetto bicameralismo perfetto. Bisogna cominciare dal sistema elettorale, che deve consentire  agli elettori una scelta effettiva dei rappresentanti, l’eliminazione delle liste più o meno bloccate, e lasci  inalterata la libertà di mandato. Peraltro, mi pare eccessivo il tetto del 5%: chiaro che mira ad eliminare forze interessanti, e non proprio minime dal dibattito parlamentare”.

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