Quaderni – Conosci il territorio: Amalfi (seconda parte)

Nel 1643 una terribile e spietata pestilenza mietè quasi un terzo della popolazione e la città conobbe crescente povertà e declino. Nel settecento era quasi disabitata e le famiglie più nobili si erano spostate a Napoli.

Con il novecento Amalfi acquista nuovo vigore, nuova linfa, nuova vita. Diventa, in un primo momento stazione di villeggiatura dell’alta aristocrazia e borghesia britannica, poi luogo ideale ove trascorrere il periodo invernale, successivamente location per film e serie televisive, meta turistica con i più rinomati ritrovi preferiti dai protagonisti del cinema, attori, registi, gente dello spettacolo, della cultura, dell’arte, dello sport. Dal lungomare, dove si susseguono eleganti stabilimenti, hotel, alberghi a strapiombo sul mare, ville sontuose, spiagge incastonate tra gli scogli, e locali alla moda, si raggiunge facilmente la piazzetta centrale della città dominata dal maestoso Duomo che, con la sua facciata policroma e la variopinta cupola maiolicata, sorge in posizione panoramica in cima ad una lunga scalinata.

La Cattedrale, consacrata all’Apostolo Andrea, in stile prevalentemente romano arabo-normanno, al suo interno sorprende per la curata ed esaltante combinazione di elementi e componenti saraceni ed arabeggianti che raggiungono il loro culmine nello splendido Chiostro del Paradiso con gli archi imbiancati a calce e costellato di palme. Il soffitto è a cassettoni, sull’altare troneggia la tela raffigurante il Martirio di San Andrea e due maestose colonne di granito egiziano sostengono l’arco trionfale che lo sovrasta. All’esterno la facciata abbaglia con forme e colori di un meraviglioso mosaico, frutto di un lavoro certosino e meticoloso che rappresenta Cristo in mezzo agli evangelisti. A latere fa bella mostra in tutta la sua imponenza il campanile in stile romanico rivestito da una sfolgorante copertura di piastrelle in maiolica. Oltre è situato il portico ove risplende la porta d’ingresso del Tempio realizzata in bronzo, fatta costruire da speciali fonderie in quella che fu la città di Costantinopoli (ora Istanbul), dono di un patrizio amalfitano. Il complesso monumentale comprende, inoltre, l’annessa Basilica del Crocefisso risalente al secolo IX e la cripta di Sant’Andrea che custodisce le spoglie del santo. Lasciata alle spalle la piazzetta si prosegue verso il Municipio ed il Museo Civico presso il quale sono conservate le già citate Tavole Amalfitane.

In posizione opposta al Municipio si trova Via Genova, il corso principale affollato di negozi, boutique ed atelier di lusso, nonché da caratteristiche botteghe specializzate ove è possibile acquistare la famosa “carta di Amalfi” detta anche charta bambagina estremamente pregiata e lavorata a mano. E’ molto delicata, meno resistente della pergamena, non viene prodotta con l’utilizzo della cellulosa ricavata dal legno, ma con l’utilizzo di cenci e stracci di lino, cotone e canapa di colore bianco. Nelle adiacenze della cittadina amalfitana si può visitare la c.d. Valle dei Mulini dove si trovano tuttora le antiche cartiere, il Museo della carta ed un mulino del 1350, uno dei più antichi d’Europa.

La regata storica

Celeberrima, spettacolare e conosciuta in tutto il mondo è la Regata storica delle Repubbliche marinare, la manifestazione agonistica rievocativa delle imprese storiche e delle rivalità delle quattro repubbliche marinare (Pisa, Venezia, Genova e Amalfi) che proprio quest’anno nel mese di giugno è ospitata dalla perla della costiera.

La gara si svolge su un percorso di 2000 metri, unico campo di regata in mare aperto, da Capo di Vettica alla Marina Grande di Amalfi. Ciascuno dei quattro equipaggi remieri è composto da otto vogatori ed un timoniere. Suggestiva la caratterizzazione dei galeoni (oggi in vetroresina e non più in legno) dipinti con i colori rappresentativi di ciascuna “Repubblica” ed adornate dalle c.d. “polene” cioè sculture poste sulla prua raffiguranti l’animale simbolo della specifica città: colore azzurro e cavallo alato per Amalfi, colore bianco e drago di San Giovanni per Genova, colore rosso e l’aquila per Pisa, colore verde e leone alato per Venezia. La regata è l’evento principale di una più ampio cerimoniale che prevede diversi appuntamenti tra cui il più atteso e famoso è il solenne corteo storico con 320 raffiguranti, 80 per ogni “Repubblica” che sfilano tra la confinante Atrani ed Amalfi.

La rutilante, sfavillante scenografia rievoca i momenti di maggiore splendore della potenza politica e commerciale delle “Repubbliche”; una rara occasione di assistere ad un evento unico al mondo. L’impegno e la passione nella predisposizione e realizzazione di questa originalissima rappresentazione collettiva, che coinvolge tutta la cittadinanza, vuole essere testimonianza e ricordo di tradizioni e valori che non si dimenticano.

le feste 

Altri imperdibili appuntamenti ai quali è impossibile mancare sono il 13 giugno quando si celebra la festa di Sant’Antonio da Padova con la processione organizzata dai pescatori che parte dal Convento di San Francesco per arrivare alla spiaggia della vicina Atrani. A seguire il 27 giugno si commemora, invece, il miracolo compiuto dal Santo per salvare la città dai pirati. Caratteristica e folcloristica è la scena dei pescatori che corrono per i ripidi gradini del Duomo con il busto del Santo sulle spalle tra ali di altri pescatori che gettano sulla statua pesce fresco. Altra occasione di spettacolare suggestione ricorre a fine luglio con la celebre “Notte delle lampare” che illuminano il vicino borgo di Cetara. L’evento rinnova la tradizione dell’antica tecnica della pesca delle alici con le lampare, un omaggio alla storia ed alla cultura del circondario. Sul finire della bella stagione estiva il limone è invece il protagonista della sagra settembrina della città di Amalfi, tutta incentrata sulla esaltazione delle impareggiabili, uniche, specifiche qualità della buccia dell’agrume detta “pane” che deve essere spessa e che è l’ingrediente fondamentale per la preparazione del famosissimo “limoncello”, esportato in tutto il mondo, nonché per confezionare le specialità dolciarie locali.

Con l’approssimarsi di un inverno comunque mite il calendario il 30 novembre ricorda la festività di Sant’Andrea, Santo patrono di Amalfi, con appositi festeggiamenti per celebrare un miracolo che annualmente si rinnova nel momento in cui dalla sua tomba, conservata nella cripta del Duomo, spurga una sostanza oleosa detta “manna”. Se tale evento non si verifica la popolazione lo interpreta come un segno di collera del Santo e prevede che possano avvenire calamità, cataclisma, disastri, sciagure, insomma delle avversità. Infine a Natale, nella vicina “Grotta dello smeraldo”, ricadente nel comune costiero di Conca dei Marini, viene allestito un presepe immerso nelle profondità marine. Il giorno di Santo Stefano, è possibile assistere alla nascita del “bambino” che viene deposto nella mangiatoia dai sub nelle limpide acque della grotta.

Oggi l’incantevole città di Amalfi conserva ancora l’antica anima marinara e già da qualche anno le nuove generazioni si stanno dedicando anche alla pesca riconsiderando il mare non solo limitatamente come una risorsa turistica. Per gli Amalfitani la pesca, il commercio e l’accoglienza sono attività ancestrali alle quali non intendono rinunciare, sono il sacrificio, la forza, la passione verso il mare. Valori, questi, fondamentali di una terra incantevole da esplorare in tutte le sue molteplici e poliedriche espressioni, sapori, profumi, riti, ricorrenze, nell’ammirazione e contemplazione di paesaggi unici, lo splendore di un mare azzurro, limpido e cristallino, per una esperienza che resterà scolpita nella memoria di coloro che hanno avuto e che avranno la fortuna di visitare.

mdl Giseppe Taddei 

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Pubblicato da maestrilavoro

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