Lettura su chiave alchemica della pandemia 202

Di Vincenzo Iorio 
In questi giorni particolari la parola che è ripetuta da tutti i telegiornali ed è sulla bocca di ognuno di noi è la stringa alfabetica “coronavirus”. Questo termine nefasto è legato purtroppo alla sofferenza che molti di noi stanno provando in questi primi mesi del 2020. Questa tribolazione è causata da quest’infezione virale di cui non sono ancora chiare l’origine e la potenza. Il termine “coronavirus” è costituito da due parole. L’etimologia della parola “Corona” è legata al francese “Couronne” e al latino “corona” e indica il nome del settimo chakra ed è quindi elemento d’illuminazione principale per le discipline orientali. Nello stesso tempo la parola “corona” è legato anche allo strumento religioso dei cattolici cristiani, cioè il “rosario”, la corona del rosario. “Corona” è anche adoperata nell’espressione sciamanica relativa alla percezione del globo di luce “corona aurea” che circonda, secondo queste culture, l’essenza primaria di ogni creatura vivente e non vivente. “Corona” è anche il simbolo di regalità suprema, di raggiungimento di uno scopo elitario, di una supremazia. Sempre il termine “corona” porta la radice “kar” che significa, circolo, circondare, passaggio circolare. Il termine “virus” anch’esso latino invece significa veleno. “Veleno” cioè venenum, ma sembra che il termine sia legato anche alla parola greca “Belenion” che i celti attribuivano al dio/dea “Belenos”.

La dea “Belenos” nell’antichità era equiparata alla manifestazione curativa del Giusquiamo, pianta velenosa ma dotata anche di proprietà magiche. Nel mio libro “Unicità della Conoscenza” cito questa pianta al primo capitolo ma do per scontato che il lettore conosca il Giusquiamo (Hyoscyamus niger) e anche il suo caratteristico uso. Questa pianta è stata utilizzata nel medioevo da alcune categorie di donne sciamane che desideravano espandere la loro coscienza. Rimando il lettore a testi appropriati per approfondire queste tematiche. Alla luce di queste considerazioni etimologiche che ci fanno sfiorare argomenti ermetici e misteriosi, il significato di quello che sta succedendo questi giorni può avere sviluppi sorprendenti. Volendo trovare una risposta di tipo esoterico si può facilmente raggiunge una spiegazione di questo tipo: dai significati etimologici che abbiamo citato, sembrerebbe che questi tempi attuali siano contrassegnati da una condizione di passaggio o elevazione spirituale. Ci troviamo in un varco, in un punto di passaggio, in un punto nel quale la nostra comunità umana sarà elevata a un livello superiore. Nel nostro immaginario e attraverso le nostre abitudini dialettiche, il termine Corona-Virus lo associamo a qualcosa di male e quindi blocchiamo la crescita spirituale che sta avvenendo. Si tratta invece di un processo di selezione che potremo anche definire necessario. Il mondo moderno, l’economia ha compresso verso di noi delle energie distruttive che hanno raggiunto il punto critico. Da un lato, l’uomo ha indebolito le sue difese immunitarie naturali che egli ha sempre posseduto per fronteggiare le aggressioni virali, dall’altro l’inquinamento generalizzato ha aumentato la possibilità di contaminazione e ha facilitato, nell’epoca della globalizzazione, il meccanismo di contagio. Siamo immersi dalla mattina alla sera in campi elettromagnetici prodotti dai nostri strumenti digitali, respiriamo aria contaminata da pulviscolo e veleni, mangiamo cibi inquinati, siamo costantemente stressati e nevrotici. Possiamo riuscire e spostare in poche ore noi stessi o le nostre merci, raggiungendo tutti i punti del globo terrestre.

Analizzando quello che stiamo affermando è facile quindi capire che abbiamo raggiunto un punto assai critico nel quale l’equilibrio si è rotto. Un esempio simile è quel manager o uomo d’affari che lavora 14 ore al giorno per finire in breve con un esaurimento nervoso, quella corda che tira tira ma poi si spezza, e quel palloncino che a furia di gonfiare scoppia. Il dilagare del Covid-19 è una specie di messaggio della terra che l’uomo sapiens dovrebbe comprendere. In questo momento cruciale del pianeta terra c’è un attacco alla “corona”, cioè alla parte elitaria del pianeta. Questo concetto ha un significato ampio. Il veleno è salito presso la parte della corona. Il Re è nudo. Vi sono un cambiamento e una trasformazione globale. La nostra società umana che non ha limitato gli eccessi, non ha controllato gli sprechi, non ha ridotto l’inquinamento, non ha prestato attenzione ai più deboli, dovrà pagare un prezzo salatissimo. Ma tutto questo potrebbe essere ragionevolmente interpretato come un momento di miglioramento per il pianeta e per la nostra umanità se veramente abbiamo imparato la lezione. Il nome di questa minaccia, appunto Covid-19 termina con un numero primo, il “19” dai significati misterici profondi. Secondo il Corano, rappresenta il numero degli angeli guardiani dell’inferno. Quest’aspetto che una mente debole potrebbe trovare spaventevole è in realtà di buono auspicio poiché serve a comprendere che l’arcano racchiuso nel dramma Covid-19 che stiamo vivendo è in realtà solo un limite oltre il quale, l’umanità potrà sperare di fare una vita felice. Un limite oltre l’abisso, un limite di demarcazione che indica una nuova direzione. Per il Tarot, infatti, il numero 19 rappresenta la luce apportatrice di felicità. Anche il “sole” è l’elemento “oro” per cui anche per certi versi la “Pietra filosofale” è associata al numero 19. In Scandinavia una pianta con 19 foglie è sinonimo di buona fortuna nell’ambito familiare. Se l’uomo della terra ha imparato la lezione, se saranno accresciute le sensibilità ambientali e il rispetto dei più deboli, se l’uomo comincerà ad amare il suo prossimo come se stesso, l’uomo della terra non si estinguerà.

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